La Bambola Assassina - Recensione No Spoiler

Questo reboot, come ben sappiamo ormai tutti, si discosta parecchio dal film originale in quanto non è più una possessione a rianimare Chucky, ma bensì un malfunzionamento elettronico: questo perché la bambola è un robot.

Il film è un grande omaggio agli slasher anni 80, quelli che nonostante il sangue risultavano divertenti e di intrattenimento. Il gusto retrò non è dato sicuramente dall’ambientazione o dal periodo in cui si svolge il film, anche perché il tema centrale è la tecnologia, ma dal fatto di non voler essere pretenzioso, didascalico nelle spiegazioni e prolisso nel minutaggio: il film dura 90 minuti.

Quello che fa funzionare molto bene il tutto è la caratterizzazione di Chucky. Lo spettatore si affeziona al bambolotto come ad un cucciolo di animale indifeso e appena venuto al mondo, ignaro ed ingenuo. Infatti è per questo che si arriva ad empatizzare tanto con il pupazzo nonostante le malefatte che arriverà a compiere. Le sue cattive azioni vi sembreranno quasi giustificate dal fatto che fraintende spesso il comportamento umano.

Il film risulta molto gradevole e ben costruito nonostante alcune ingenuità di trama, con un prima parte più lenta ma meglio strutturata; e una seconda parte più intrattenente ma più frammentata e frettolosa, dovuta forse a qualche taglio di troppo.

Voto: 8

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