Samuel Stern e il “prete” in questo secondo numero dovranno vedersela con un cimitero (infestato?) e con lo spirito di un personaggio storico sanguinario.

Soffermarsi sulla trama raccontando ogni dettaglio, l’ho sempre trovato inutile ai fini di una recensione. Per questa ragione tre righe sono più che sufficienti. Quello che rende un fumetto intrattenente non è solo il soggetto, ma l’insieme di sceneggiatura, disegni e dialoghi.

Partendo dalla copertina, sempre disegnata da Valerio Piccioni, Maurizio Di Vincenzo e Emiliano Tanzillo, posso affermare che è uno dei punti di forza del fumetto. Magari poco diversificata a livello di colorazione rispetto al numero precedente, ma sicuramente di ottima fattura e di forte impatto visivo.

La sceneggiatura, è ancora ad opera di Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro, e questo è un bene considerato che il primo numero è piaciuto praticamente a tutti. La storia, imbastita come un giallo a tinte horror, è ben strutturata e rimane interessante per tutta la durata delle 98 pagine. I dialoghi tra i personaggi sono credibili e ben scritti, anche se avrei apprezzato maggiormente una sceneggiatura più dinamica e meno prolissa, in modo che le azioni parlassero più dei dialoghi stessi.

I disegni sono più, passatemi il termine, commerciali rispetto a quelli del primo numero. Meno dinamici ma più fruibili per un pubblico occasionale. Per quanto mi riguarda, ho apprezzato il comparto grafico di entrambi i numeri. Stili differenti, ma ambedue apprezzabili e con un proprio stile.

Per giudicare il fumetto Samuel Stern in toto è sicuramente ancora troppo presto, anche se i singoli numeri sono stati belli. Bisognerà attendere ancora qualche numero per dare un giudizio più complessivo sulla serie e vedere come evolveranno i personaggi e gli antagonisti. Come detto nella recensione del primo numero, auspico un approfondimento sul passato dei personaggi e l’introduzione di un villan principale. Perché ricordatevi: tanto più un cattivo è ben caratterizzato, tanto più un buono viene elevato.

In definitiva consiglio fortemente ancora questo secondo numero di Samuel Stern, penso che questo nuovo personaggio abbia le possibilità e le potenzialità per diventare un’icona del fumetto popolare italiano. Quindi sosteniamolo e andiamo in edicola.