Sinossi

Nella tranquilla cittadina di Noara un profanatore di tombe appassionato di misteri, un venditore chiacchierone, una giornalista impertinente, un pigro nerd e la timida assistente di un misterioso bottegaio cieco e muto, si ritrovano insieme dopo vent’anni, quando avevano condiviso un terribile segreto. Ai giochi si uniscono anche due invasati di palestra e un poliziotto scettico che da tempo era sulle tracce del colpevole di un’inspiegabile mattanza di animali. Insieme, scopriranno l’antica maledizione di Kaisha e si ritroveranno a fronteggiare i demoni del passato.

La L/D Production Company al gran completo torna in questo terzo film scritto, diretto ed interpretato da Roberto D’Antona. Dopo The Wicked Gift del 2017 e Fino all’Inferno del 2018, quest’anno è la volta di The Last Heros.

D’Antona con il suo ultimo film punta su un genere molto difficile: il Fantasy. O meglio, l’urban horror fantasy. Davvero encomiabile per Roberto e tutta la sua L/D provare a portare in Italia un genere che non ha precedenti, soprattutto con un budget ridotto e non lontanamente paragonabile ai budget dei blockbuster americani. Ho volutamente fatto questo paragone un po’ azzardato per farvi comprendere quanto possa essere difficile voler raccontare una storia in un genere dove l’effetto speciale e visivo è il fulcro centrale del genere stesso. Per questo The Last Heroes a tratti mostra i suoi limiti, soprattutto negli effetti delle distruzioni ambientali digitali. Mentre bisogna lodare gli scontri di magia tra i personaggi, anch’essi digitali, ma veramente sorprendenti.

Il film è un omaggio a tante pellicole anni ’80 come: It, Stand by Me, Indiana Jones; ma non solo, ci sono anche influenze più recenti tipo Harry Potter o il Signore degli Anelli. La storia ha un prima, dove i protagonisti sono bambini, e un dopo, 20 anni per la precisione, dove ritroviamo gli stessi personaggi cresciuti. Nel loro mondo esiste un male, una strega, di nome Kaisha interpretata in maniera convincente da Annamaria Lorusso che incrocerà il cammino dei nostri eroi prima da bambini e poi da adulti. Il male che viene sconfitto e poi ritorna a distanza di anni come in It, per farvi capire.

Analizzando le interpretazioni dei bambini si può dire siano stati bravi, come del resto buone anche le interpretazioni delle loro controparti adulte. Peccato per alcuni personaggi di contorno non sempre convincenti, ad esempio troppo macchiettistici i 2 palestrati. Bravo Alex D’Antona nel ruolo del fedele servitore di Kaisha e Mirko Giacchetti nel ruolo del mago senza parola.

Il minutaggio del film 2 ore e 15 minuti, forse troppo per lo spettatore medio, non annoia grazie alla regia di Roberto che è migliorata parecchio da The Wicked Gift: molto più dinamica e frizzante. Mentre la sceneggiatura se fosse stata più asciutta e con meno humor ne avrebbe giovato. Ma qui si sfocia in territori prettamente personali.

Le musiche dei film della L/D, composte dalla bravissima Aurora Rochez, meritano sempre un focus particolare. E The Last Heroes non fa eccezione. Dal tema principale del film, che ti rimane impresso per giorni, alle musiche di accompagnamento delle scene. Tutto con uno stile retrò anni 80: davvero complimenti.

In definitiva un film di Roberto D’Antona si aspetta sempre con grande trepidazione perché non si sa mai cosa ti potrebbe tirare fuori dal cilindro. È un cineasta che ama sperimentare e ama cimentarsi sempre con generi diversi. Per questo andrebbe sempre supportato e sostenuto. Viva il cinema indipendente. Viva il genere che è sinonimo di cambiamento e rivoluzione nell’industria cinematografica italiana in un epoca di ristagno come la nostra.

CAST

Regia: Roberto D’Antona. Con Roberto D’Antona , Annamaria Lorusso, Francesco Emulo, Nicole Blatto, Erica Verzotti.